La prima lista della spesa del 2017.

quinn

Giunti a questo punto, mentre noi ci guardiamo con invidia le altre compagini contendersi i playoff e ci godiamo (sperabilmente) del buon football, in Michigan è già iniziata l’offseason ed il lavoro del front office.

Metto, quindi, un attimo giù quelle che a mio insindacabile giudizio sono le cose più importanti da sistemare in questo periodo.

Niente di dettagliato: ancora i processi di valutazione dei prospetti per il draft sono agli albori, c’è 50 giorni all’apertura della FA ma questi, secondo me, sono proprio gli elefanti nella stanza.

  1. Prolungare il contratto di Stafford. Seriamente, qualcuno ha un’alternativa? Non dico di dare un foglio bianco a lui e/o al suo agente per dir loro di mettere giù la cifra ma un contratto un po’ più alto (normale inflazione del cap) di quello ricevuto lo scorso anno da Andrew Luck sarebbe conveniente per ambo le parti.

  2. Prolungare anche Caldwell. Davvero. Non sto scherzando. Nonno Jim è nell’ultimo anno di contratto e, storicamente, gli allenatori in scadenza hanno un sacco di difficoltà in più e non attirano i free agent (che sanno potrebbero essere tagliati subito al prevedibile cambio di staff). Un’estensione di un paio d’anni dovrebbe bastare senza legare il club a condizioni capestro.

  3. Scegliere uno tra Reiff e Warford. Sia tackle che guardia destra sono in scadenza di contratto. Reiff è un tackle medio con l’abilità di giocare anche a sinistra. Warford è una guardia di buon livello.Quando è sano, il che non capita sempre. In più non pare adattissimo allo schema di blocco attuale. Entrambi sono Free Agent e ognuno di loro potrebbe raggranellare cifre importanti (anche 8 mnl/anno per Reiff, 6-7 per Larryone Warford). Tenerne almeno uno sarebbe molto buono per non rallentare lo sviluppo della linea ma pagarli entrambi potrebbe essere troppo dispendioso (anche se il cap non è messo male). Preferenza personale: mi tengo Reiff. Non è la scelta più sexy ma la versatilità di poter giocare a sinistra in un istante non va sottovalutata. In più Tomlinson e Joe Dahl possono competere per il ruolo di guardia destra (il che permetterebbe magari anche di recuperare qualcosa del primo giro investito su Laken). Personalmente sarei disposto a passare anche i 9 milioni per RR ma se provassi a scrivere qualcosa del genere sul /#lionstwitter mi sa verrei lapidato virtualmente.

  4. Usare il tag su Ziggy. Spiacerebbe tanto ma a 29 anni e con la possibilità di usare il tag anche l’anno prossimo, ai Lions non conviene né che Ziggy raggiunga la free Agency né offrirgli un contratto a prezzo di mercato (dove raccoglierebbe cifre tipo Vernon Davis malgrado l’annata non spettacolare). Una volta usato il tag si potrebbe tornare al tavolo e negoziare un contratto multianno se Ansah preferisce la sicurezza di incassare alla possibilità di far jackpot tra tre anni.

  5. Salutare una buona metà della D-line. Oltre al suddetto Ziggy, solo A’Shawn Robinson e Kerry Hyder han giocato decentemente, il resto della linea ha performato così sotto le attese che i FA possono anche cercare lavoro altrove. Ammesso che qualcuno se li pigli, certo. Ad un prezzo giusto, Thornton potrebbe rientrare.

  6. Trovare il sostituto di Randy Edsall. Avere Edsall lassù come consulente ha aiutato tantissimo la gestione delle partite di Caldwell, al netto del minimo sindacale di cavolate indicatemi una partita dove il nostro Jimbo ci è costato la partita. Trovare un sostituto è imperativo.

  7. Affiancare un esperto di corse a JBC. Inutile girarci intorno, Cooter nasce come QB e come allenatore di QB e per ora tende a privilegiare il gioco aereo. Intendiamoci: tra lui e Ron Prince han cavato sangue da una rapa quest’anno ma affiancargli un esperto nel gioco di corsa lo aiuterebbe a crescere. E mi par di capire che Curtis Modkins sia di nuovo disponibile.

  8. Decidere le priorità. Lo si è visto. I Lions hanno tanti buchi che una parte andrà coperta in FA e una col draft. Se fossi il boss, investirei ancora in FA su buoni skill players (magari cercando un colpo grosso come JPP dai Giants) e, poi, continuerei a costruire le trincee con il draft. L’importante è che Quinn continui ad attenersi al piano(tm). Ma non dubito che lo farà.

  9. Non cercare miracoli. Non serve e non si trovano. La situazione del roster non è catastrofica ma probabilmente per diventare un contender vero servirà al minimo un anno, salvo contrattempi. Cercare di risolvere tutto di colpo, magari spendendo anche il deficit in FA, potrebbe avere conseguenze deleterie, specie se si conta di costruire via draft.

  10. Questa è per noi appassionati: prepararsi spiritualmente. Stante quello che è detto sopra, non è affatto sicuro che il prossimo anno porti un superbowl, una vittoria nella division o (addirittura) un ritorno ai Playoff. Si parla di un processo di crescita che sarà graduale e non è detto abbia risultati immediati. Quindi pronti a criticare ma non partiamo a palle incatenate alla prima sconfitta che sennò poi si sembra tifosi Packers che si lamentano per due sconfitte a fila.

Queste le mie priorità.

Pareri?

Aggiornamenti rapidi

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Giunti (sempre troppo presto, ahimè) alla fine della stagione del football Lions giocato ed in attesa di un articolo più corposo sul passato e sul futuro, è il momento di riportarsi in pari con la situazione attuale.

Il prossimo anno

Iniziamo dall’elenco degli avversari del 2017.

Il prossimo calendario non sarà definitivo prima di aprile ma, per ora, sappiamo già gli avversari da affrontare (non sono ancora compresi gli incontri di preseason).

Oltre i consueti divisional (in casa e fuori) con Bears, Vikings e Packers, ci aspettano:

In casa

  • Atlanta Falcons

  • Carolina Panthers1

  • Cleveland Browns

  • Pittsburgh Steelers

  • Arizona Cardinals

In trasferta

  • New Orleans Saints

  • Tampa Bay Bucaneers

  • Baltimore Ravens

  • Cincinnati Bengals

  • New York Giants

** N.B.**: ripeto per sicurezza, l’ordine delle squadre non ha nulla a che fare con la sequenza definitiva.

Osservazioni al volo: per il terzo anno di fila, ci sarà da affrontare una trasferta a New Orleams. Negli ultimi due casi, la sorte è stata favorevole ai Lions, vedremo la terza a chi porterà fortuna.

Secondo incontro consecutivo con i Giants, ancora una volta in trasferta.

Oltre i Packers, tre squadre che anno raggiunto i playoff quest’anno sono in calendario nel 2017: i Giants (appunto in trasferta), nonché Steelers e Falcons.

I primi contratti

Appena termina la stagione giocata, iniziano le prime mosse del front office per il futuro.

Al riguardo i Lions hanno annunciato di aver siglato nove contratti future/options.

I giocatori coinvolti sono:

  • WR Jared Abbrederis (Wisconsin)
  • TE Kennard Backman (Alabama-Birmingham)
  • RB Mike James (Miami (Fla.))
  • TE Khari Lee (Bowie State)
  • LB Steve Longa (Rutgers)
  • OL Matt Rotheram (Pittsburgh)
  • OL Brandon Thomas (Clemson)
  • WR Andrew Turzilli (Rutgers)
  • DB Charles Washington (Fresno State)

Di questi la maggior parte erano già nella pratice squad.

James Abbederis è, invece, un FA e qualcuno lo ricorderà come ricevitore tra le fila dei Green Bay Packers. A mio giudizio, giocatore interessante molto agile anche se con problemi di durevolezza che ne potrebbero limitare l’impiego. Vedremo se riuscirà a guadagnarsi un post nel roster.


  1. vedrò di evitare la battuta sui felini che si incontrano quest’anno. 

Wildcard week: Benzina finita, gente.

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Alla fine è andata come previsto, stagione finita contro Seattle, vittoria ai Playoff rimandata ancora un anno, polemiche, rivolta popolare contro Caldwell, contro Quinn che non licenzia Caldwell, sacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme, masse isteriche.

Non è stata una cosa gradevole, diciamo.

Non che le altre partite del fine settimana siano state tanto meglio, certo.

Ma i Lions ono arrivati a questa partita totalmente scarichi, con i nervi a fior di pelle e senza energie.

Sarà stata la stagione, saranno state le due settimane corte consecutive, sarà stato quel che volete ma la benzinza era palesemente finita.

Ora, la cronaca.

Cronaca

Si parte con un bello scambio di tre e fuori, seguiti da un drive Lions che si conclude con un drop di Ebron sul terzo down, preannunciando così uno dei temi della serata: i ricevitori Lions che non riescono a tenere la palla in mano.

Riparte Seattle e mette subito in mostra un altro tema: l’incapacità di Detroit di fermare le corse di Thomas Rawls. Fortunatamente, arrivati sulle 39 offensive, Russel Wilson si prende due sack consecutivi da Haloti Ngata e dal redivivo Ziggy Ansahh che rimandano i Seahwaks fuori dal raggio di Field Gol.

Il drive successivo segna una prima svolta nella partita. I Lions sembrano trovare ritmo in attacco, prima con un lancio per Boldin che arriva sulle proprie quaranta poi, malgrado una falsa partenza di Larry Warford, Matthew Stafford spedisce un diretto sulla linea che Marvin Jones controlla magistralmente in corsa per un guadagno di 30 iarde.

Zenner ed uno scramble dello stesso Stafford muovono la palla ma si arriva sul quarto tentativo ed uno.

Caldwell va in modalità “YOLO” e se la gioca.

Il problema è che, con l’infortunio al dito, Stafford non riceve snap al centro, quindi il tentativo si trasforma in un passaggio da shotgun/draw play che i Seahawks difendono benissimo, costringendo Stafford a scaricare sul povero Clay Harbor (un passaggio ricevuto in stagione) che viene subito stirato da un certo Bobby Wagner per la perdita di due iarde.

Palla a Seattle e a Rawls che corre a ripetizione sull’indifesa linea Lions fino alle due iarde.

Lì Detroit serra le fila e forza un quarto tentativo su cui il semisconosciuto Paul Richardson riceve con una mano sola malgrado la copertura di Tavon Wilson che si becca pure la pass interference.

Peccato che lo stesso Richardson stesse con la mano spalmata sulla maschera e che sarebbe dovuto essere punito per facemask ma l’arbitro stava ammirando il gesto atletico e ormai è fatta.

7-0 Seahawks.

La risposta Lions è un tre e fuori impreziosito da Boldin che perde la calma e si becca una condotta antisportiva con relative 15 iarde di penalità.

Fortuna Sam Martin fa quel che sa fare meglio e guadagna una posizione di campo decente.

L’ennesima corsa di Rawls e un’altra ricezione di Richarson in stato di grazia, portano ancora Seattle alle porte della Redzone, dove A’Shawn Robinson riesce a fermare per una volta la corsa e gli Hawks si accontentano del Field Goal di Hauschka. 10 a niente per Seattle al two minute warning.

Stafford si connette con Boldin e Ebron per due grossi guadagni ma un sack subito rischia di mandare i Lions fuori della zona di FG. Zenner riesce a riprendere sette iarde e Matt Prater porta i Lions sul tabellone appena prima dell’intervallo.

Si rientra in campo con la palla ai Seahawks e tanta negatività che pare confermata quando Thomas Rawls continua da dove si era fermato, con l’aiuto di Jimmy Graham in mezzo al campo.

A salvare i Lions, provvede stavolta Ziggy che sacca Wilson sulle 39.

Leggendo bene la situazione, Pete Carrol decide per il punt che fa ripartire Detroit dalle 4.

Stafford deve completare un down con le gambe e usare Zenner come quasi ricevitore primario poi sulle 35 offensive il drive si ferma ancora una volta.

Matt Prater infila i pali dalle 53 e con 10-6 Seattle ancora c’è battito per i Lions.

C’è ancora battito per i Lions, ma è flebile.

Thomas Rawls macina iarde su iarde e Haloti Ngata ci mette il carico da undici beccandosi una penalità per condotta antisportiva che spinge Seattle fino alle 6. Qui la difesa forza lo stop e Hauschka centra il facilissimo FG. 13-6 Seattle.

Ci potrebbe essere partita ma il drive implode per il secondo antisportivo a Boldin che affossa Stafford sulle proprie sette.

Una penalità sul ritorno spinge Seattle indietro fino alle 16 ma Russel Wilson si guadagna la pagnotta distribuendo palloni per via aerea a tutto lo staff, consegnando una bomba di 42 iarde per Doug Baldwin che cattura sulla linea un passaggio molto complesso.

Come sempre quando si lancia molto, il TD si raggiunge di corsa e stavolta è Thomas Rawls che se lo prende. Hauschka sbaglia l’extra point e si va sul 19-6 Seattle con 8 minuti sull’orologio.

Servirebbero punti ed in fretta ma dopo un bel lancio per Marvin Jones, l’attacco si spegne dopo tre incompleti.

Uno di questi potrebbe (dovrebbe) ottenere una Pass Interference, quando il difensore praticamente impedisce a TJ Jones di gettarsi sul pallone ma l’arbitro guidica la palla irraggiungibile (forse per lui, TJ poteva farcela benissimo).

Caldwell impreca sotto i baffi, vorrebbe che tutte le chiamate fossero rivedibili ma è costretto al punt.

(Inciso: so benissimo che qualcuno avrebbe preferito “giocarsi il quarto tentativo e dieci” ma davvere con 8 minuti sull’orologio e tre incompleti consecutivi vi pare una buona idea a mente fredda?)

Il drive successivo incorpora un’istantanea della partita: già bene avviato, sul terzo tentativo e lungo Russel Wilson lancia per Doug Baldwin che riceve praticamente con il deretano, si aggroviglia sul pallone e lo tiene senza che tocchi terra complice Slay che invece di buttarsi a pesce si mette a segnalare l’incompleto.

Fine della possibilità di uno stop e TD quasi immediato dello stesso Baldwin che sotterra i Lions 26 a 6.

L’ultimo drive Lions è da segnalare solo per i due sack subiti da Stafford, l’ultimo con un body slam in tag team degno della WWE subito dal povero #9 sotto gli occhi di due arbitri.

Da Reddit

Violenza sul lanciatore?

Macchè. Mica si chiama Aaron1.

Poi la partita, misericordiosamente finisce.

Questo e quello

  • Ultimo boxscore dell’anno. Mi mancherà.

  • Ultime highlight

  • Cosa che nessuno vi dirà 1: Zenner ha corso per 34 iarde. Jay Ajay per una di meno.

  • Cosa che nessuno vi dirà 2: Lions-Seattle è stata l’unica partita ad arrivare nel quarto periodo con ancora meno di un possesso di distanza. (10-6). Prima di parlare di meltdown, parliamone.

  • Stafford Stat Corner: 18/32 (56.2%), 205 iarde, 0 Int, 0 TD, 75.7 QBR. Per quanto la statistica sia vizia dai diversi drop, è sempre più chiaro che la Stafford pre infortunio è solo parente di quello post. Peccato per lui e la squadra.

  • Russel Wilson stat: 23/30 (77%), 224 iarde, 2 TD, 0 INT, 119,3 BR.

  • Ricevitori rimandati (o bocciati) quasi in toto: guida il gruppo Marvin Jones con 81 iarde, segue… rullo di tamburi… Zach Zenner con 54. Boldin, Tate ed Ebron non superano le 30 ma in compenso, tra loro e Marvin mettono in carniere un bel drop su un terzo down. Se fossi Stafford sarei idrofobo.

  • Thomas Rawls (nativo di Flint, Michigan giova ricordare) corre per 161 iarde, strappando il record per iarde corse in una partita di playoff ad un “certo” Marshwan Lynch. Dovrebbe mandare un cesto di frutta a Ngata e soci, perché senza di loro non ce l’avrebbe fatta.

  • Linea difensiva bocciata senza appello, unica eccezione A’Shawn Robinson che può diventare un building block e Ziggy Ansah (due sack). Viene ripetutamente malmenata da una delle O-Line più disastrate della lega.

  • Facile profeta era stato Teryl Austin che in settimana aveva dichiarato “Dobbiamo bloccare la corsa. Le ultime tre partite non abbiamo fermato la corsa e abbiamo preso frustate nel culo”.

  • Cose positive: la linea offensiva priva di due titolari e con un rookie a tackle sinistro ha retto bene in pass protection. I blocchi sulle corse invece non sono stati ottimali, per così dire.

  • Non azzardatevi a dire che i Lions hanno perso per colpa degli arbitri. No. Ma l’arbitraggio è stato pessimo. Se qualcuno dice il contrario, sbattetegli in faccia questa dichiarazione di Mike Pereira (Ex capo degli arbitri e analista per NBC): “L’arbitro questo fine settimana è stato ok, tranne a Seattle”. E ditegli che la mando io.

  • A supporto una penalità che non ho riportato nella cronaca. Sul primo punt dei Lions, gli arbitri lanciano una bandierina, confabulano un po’ e poi assegnano una penalità per Blocco alla schiena a Johnson Bademosi. Che stava correndo verso il ritornatore. Totalmente impossibile che abbia potuto bloccare qualcuno nelle spalle mentre corre in avanti. Il team che può commettere un block in the back semmai è quello che ritorna. L’arbitro ha visto qualcosa, è andato in confusione e ha sparato una penalità a caso, totalmente impossibile contro Detroit. Una vera schifezza che spero Roger Godell in tribuna abbia debitamente notato.

Considerazioni

Come detto prima, la squadra si è presentata all’appuntamento senza carburante, l’attacco è apparso sempre fuori ritmo con i ricevitori affetti da droppite acuta, sempre nel momento sbagliato.

Stafford, come già scritto, patisce gli effetti dell’infortunio e non ha un livello costante ma vedere i ricevitori Lions perdere palle piazzate perfettamente mentre quelli dei Seahawks ricevevano l’impossibile (vedi alla voce: Baldwin) da capire che il rendimento del numero 9 sia stato l’ultimo dei problemi.

La difesa, malgrado i moniti di Austin, si è fatta dominare (non ci sono altre parole) nelle trincee. L’immagine vista più spesso era quella di un difensore completamente murato dietro un raddoppio offensivo con il linebacker che andava a collidere nel sedere del medesimo.

Non un bello spettacolo.

Da lì, in puro effetto domino, la secondaria si è trovata a mettere le proverbiali pezze rendendosi vulnerabile contro i passaggi (certo, anche lo stato di grazia dei ricevitori in blu e verde va considerato).

Tutto considerato, è stupefacente come il punteggio sia rimasto così ravvicinato fino al quarto periodo visto che le premesse per un’esplosione offensiva di Seattle c’erano tutte.

Ora è il momento di trovare le altre motivazioni di questa debàcle.

Una parte di colpa va data ai coach che non sono riusciti a dare ulteriori energie alla squadra.

Non credo, invece, sia colpa del game plan.

In attacco, i drop hanno massacrato drive promettenti mentre, in difesa, il modo con cui la linea offensiva apriva voragini non ha certo origine dallo schema.

Alla fin della fiera, credo che il motivo fondamentale sia stata proprio la fine della benzina.

Ad un certo punto, una rosa non eccelsa si è trovata a giocare contro giocatori più dotati, proprio quando l’unico che poteva dare quella marcia in più (Stafford con la sua inesauribile riserva di talento) non ha potuto farlo.

Anche l’assenza di vari giocatori (Riddick, Swanson) ha imbolsito ulteriormente il lato offensivo.

La difesa, al netto di Robinson ed Ansah nel finale di stagione, non ha mai generato risultati all’altezza delle aspettative. L’ultimo turnover causato dai Lions è stato nell’ultimo gioco della partita contro i Saints un mese fa (probabilmente il picco di quest’annata come gioco).

Da allora quello che i giocatori avevano in corpo non è più bastato.

Hai voglia a motivare, a lavorare di schema ma avevano in corpo un tempo, tre quarti di partita al massimo.

Ma non posso (e spero nessuno possa) fargliene una croce.

Quest’anno era previsto di transizione, si parlava di 6 vittorie massimo ed, invece, i Lions sono arrivati ai playoff.

E sono arrivati ai playoff grazie alla maturazione di Stafford, al rapido sviluppo dei Rookie ea qualche inserimento azzeccato.

Non tutto ha funzionato, certo.

La rosa ha ancora più buchi di un groviera, certo.

Ma stiamo entrando solo nel secondo anno dell’era Quinn.

Non piangiamo troppo addosso e ringraziamo tutti per gli sforzi e le tante vittorie al cardiopalma del 2016.


  1. Avrei potuto scrivere Tom. O Peyton. Il punto è che alcuni QB godono di più protezione di altri. Chiedere a Cam Newton per conferma. 

Wildcard preview: Leoni a caccia nella città di smeraldo.

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Eccoci qui, ormai arrivati a Gennaio ed, in barba a chi li vedeva a quattro vittorie ed all’ultimo posto in division, i Lions sono a giocarsi la wildcard.

Ma bando alle ciance, che il tempo corre…

Le basi

Sabato 7 Gennaio 2017, si incontrano al CenturyLink Field di Seattle, i Detroit Lions (6° seed) ed i Seattle Seawhaks (3° seme).

La partita si disputerà alle 8.15PM locali, corrispondenti alle 2.15 della notte qui da noi.

Prevista la diretta su Sky e Premium.

Infortuni

Per i Lions, oltre Riddick che resta in IR fino a nuovo ordine, si sono allenati molto poco Reiff (anca) e Swanson (quarta settimana nel protocollo per le commozioni cerebrali). Andre Roberts (spalla) si è allenato ma con la maglia rossa che segnala di evitare i contatti.

Riguardo i Seahawks, il DT Tony MacDaniel (commozione cerebrale) ed il RB C.J. Prosise (spalla) non si sono allenati.

Da segnalare, anche se non è più una notizia fresca, l’assenza per Seattle della safety Earl Thomas, giocatore fondamentale per la secondaria di Seattle.

L’avversario

Tutte le partite di playoff sono durissime e affrontare Seattle in casa non fa eccezione.

Nell’era di Pete Carrol, la franchigia dello stato di Washington non ha ancora perso un incontro di playoff tra le mura amiche ed il fattore campo garantito dal Centurylink non viene definito il 12° uomo per caso.

In più, si tratta di uno stadio aperto ed i Lions hanno un non invidiabile 0-3 quando non giocano al chiuso.

Premesso questo il match si preannuncia interessante: anche Seattle non si presenta ai playoff in formissima bensì reduce da due sconfitte secche contro Packers e Cardinals (già fuori dal discorso playoff) ed una vittoria risicata contro i derelitti 49ers di questa stagione.

In particolare, la difesa ha subito un brutto colpo con l’infortunio del suddetto Earl Thomas mentre per tutto l’anno la linea offensiva non è riuscita ad ingranare. Si aggiunga che il gioco di corse non si è ripreso del tutto dall’addio di Marshawn Lynch e uno potrebbe farsi venire strane idee.

Tuttavia, la mobilità di Russel Wilson è paragonabile a quella di Aaron Rodgers (il che non promette bene vista domenica) e la Legion of Boom è sempre una delle secondarie più difficili da digerire nella lega.

Si aggiunga Cliff Avril (DE) che sicuramente vorrà togliersi un ulteriore macigno dalla scarpa contro la sua ex squadra ed il quadro assume un aspetto meno idilliaco.

Certo, la squadra di Seattle non sembra la corazzata che tanti sonni ha turbato negli ultimi anni ma resta pericolosa ed è sempre clutch come non mai.

I Lions

Parlando di quell’elusivo elemento che è la clutchiness, i Lions sembrano averne persa un po’ dopo gli ultimi confronti ma arrivano abbastanza sani (specie se rientreranno Swanson e Reiff) e molto motivati.

L’annuncio della riconferma di Caldwell per il 2017 ha sicuramente lenito qualche fibrillazione di troppo nell’ambiente e consentito a tutti di prepararsi per Seattle con un po’ più di serenità.

Vista la situazione come tackle offensivi di Seattle, sabato sera sarà forse l’ultima occasione per la linea difensiva per scrollarsi di dosso l’etichetta di deludente. Specie Ansah dovrebbe avere un matchup favorevole e terrorizzare il backfield avversario.

Ma viste le performance annuali non mi sentirei di contarci troppo, visto che si aspetta il breakout da, diciamo, Minnesota.

In attacco, c’è da sperare che il dito di Stafford non dia noie (il nostro non viene più elencato nell’injury report, per quel che può significare) e che Zenner continui il suo buon finale di stagione1 per togliere pressione da Stafford e dai ricevitori.

Parlando di ricevitori, sicuramente Golden Tate vorrà prendersi qualche soddisfazione contro la squadra che lo ha lasciato andare con poche cerimonie tre anni fa.

L’assenza di Earl Thomas potrebbe, poi, aprire orizzonti per Eric Ebron nella fascia centrale.

Ultimo punto: l’efficenza degli special team è nettamente a favore dei Lions e potrebbe aiutare a far pendere la bilancia dalla loro parte.

Pronostico

Partita dura, immagino tirata.

Riusciranno i Lions ad ottenere la prima vittoria ai playoff dal 93?

Non credo onestamente

Penso che il fattore campo ed il maggior tasso di talento grezzo faranno pendere la bilancia in direzione della squadra di casa.

Lions 17 – Seahawks 24

(Ma, se è per questo, pensavo anche che i Lions avrebbero vinto la division.)


  1. mi piacerebbe un titolo come “ZZ tops Seattle”. 

Ufficiale: Caldwell confermato per il 2017

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Dopo una prima indiscrezione di Adam Scheafter, i Lions hanno dichiarato ufficialmente che Jim Caldwell sarà il loro allenatore capo nel 2017.

Non ci sono notizie su un’eventuale prolungamento (il 2017 sarebbe l’ultimo anno dell’attuale contratto) ma non mi stupirei che l’annuncio fosse solo rinviato a dopo la fine dei playoff per la franchigia del Michigan.

Caldwell è 27-21 come allenatore capo dei Lions ed è il terzo allenatore nella storia dei Lions a raggiungere i playoff due volte nei primi tre anni di permanenza.

Rimando le opportune considerazioni al prossimo futuro ma non posso dichiararmi, alla luce dei fatti, troppo dispiaciuto.

Week 17: Vinti ancora ma non ancora domati.

Via @kevinjdd
Via @kevinjdd

E niente.

Anche stavolta Aaron Rodgers e compagnia si sono dimostrati un osso troppo duro per i Lions.

E anche stavolta, i Packers si sono presi lo scettro di vincitori della NFC North.

Ma anche se la stagione regolare non è finita nel migliore dei modi (tre sconfitta a raffica, dannazione), l’avventura dei Lions continua ai playoff per la seconda volta in tre anni, quindi il wild card a Seattle previsto il sabato notte1 il tempo tiranno impone una cronaca bella rapida…

Cronaca

Si parte con un paio di drive brevi per parte ma già il secondo dei Lions ci ricorda che Matthew Stafford non è al meglio, quando il #9 lancia troppo lungo sulla linea per Golden Tate.Uno di quei tiri che sarebbe stato un TD sicuro se fosse stato a bersaglio e che, di solito, sono proprio roba da Stafford.

Il drive successivo di Green bay, anche con l’aiuto della prima delle tante false start che l’attacco Packers collezionerà, non riesce a superare la metà campo.

Il drive successivo viene punteggiato dall’azione di Zach Zenner, che nel ruolo per lui inedito di featured back_, corre, riceve, blocca in quantità mentre tutto il comparto ricevitori trova il ritmo di gioco. Sulle 23 offensive, Tate si becca una pass interference offensive che ammazza il drive e Matt Prater sbaglia clamorosamente il field goal.

All’inizio del secondo quarto, i Lions han praticamente buttato via 10 punti sul tabellone.

C’è da preoccuparsi.

Anche perché dall’altro lato, la difesa in blu non riesce a coprire il FB Aaron Ripkowski2 che, come ZZ, corre, riceve e (soprattutto) blocca sui passaggi per Jared Cook.

In tre minuti, i Packers coprono le loro 75 iarde e concludono con il passaggio dalle 2 per lo stesso Ripkowski, malgrado il blocco disperato di Glover Quin di cui in foto3.

7-0 Packs.

L’attacco di Detroit torna in campo sulle proprie venti, grazie ad uno di quei ritorni a caso di Andre Roberts che speravo di non vedere più.

Il drive è una fotocopia di quello precedente, Zenner corre mentre Stafford distribuisce palloni, tra cui un pregevole tiro lungo sulla linea a TJ Jones purtroppo subito placcato da Ha-Ha Clinton Dix.

Ma il TD è solo rimandato: Zenner corre e Ebron riceve per portare la palla sulle due. A questo punto, due passaggi mancati fanno preoccupare ma al terzo tentativo Zenner corre praticamente intonso in endzone, grazie anche al blocco di Graham Glasgow che gli spalanca il buco.

7-7 pari e subito un altro drive inconcludente per Green Bay, grazie anche ad un’altra penalità contro Jeff Janis.

Rientra Detroit proprio sul two minute warning e Stafford mette giù un drive che si conclude con un TD di Tate sulle tre, dopo aver coinvolto Boldin, il redivivo Marvin Jones e l’ormai usuale Zenner.

Con 26 secondi sull’orologio si andrà al riposo sul 14-7 Lions, giusto? Macchè.

Malgrado una false start offensiva, Rodgers si connette con Jeronimo Allison per 39 iarde di guadagno, Jared Cook rifinisce di 6 e Mason Cosby non sbaglia per il 14-10.

Nubi nere si addensano e di ritorno dall’intervallo, scoppia la tempesta: la difesa Lions non riesce a mettere le mani addosso al QB #12, grazie alla sua abilità incredibile nell’evitare i difensori ed a un pass rush anemico. Se Rodgers non ha un ricevitore, va a prendersi il down.

Se lo trova, peggio visto che bastano pochi centimetri per un passaggio a segno: il primo drive della ripresa si conclude con due passaggi verso Jordy Nelson che batte Darius Slay ed uno per Devante Adams dalle tre iarde.

Detroit prova a reagire ma un sack sulle proprie 35, promosso da un blocco cannato da Corey Robinson affossa il drive. La difesa Lions spende le ultime forze forzando un altro Punt ed il quarto periodo inizia quasi in equilibrio.

Purtroppo una penalità ed un lancio troppo lungo di Stafford affossano immediatamente il drive e Rodgers entra in campo deciso a mantenere la promessa di portare ancora la NFCN in Wisconsin.

La difesa Lions sembra aver finito la benzina e, tra un tackle mancato e l’altro, la parte del leone la fa il semisconosciuto Allison che riceve per 31 iarde e per il TD. 23-14 causa extra point sbagliato.

Con il cronometro che ticchetta pericolosamente, Roberts azzecca un bel ritorno e Stafford ci mette del suo infilando un siluro per Marvin Jones che porta i Lions in avanti. Tre passaggi incompleti (due ben difesi ad onor del vero), Prater muove il punteggio e porta la partita sul 23-17.

Il drive successivo di GB sembra una fotocopia del precendente fino a metà campo, quando la difesa Lions sembra finalmente forzare lo stop.

E invece…

Penalità per dodici uomini in campo (Levy stava ancora trottando fuori al momento dello snap) e altra serie di down per i Packers.

La penalità spezza la schiena alla difesa in blu e argento e Devante Adams poco dopo, segna il suo secondo TD serale. Per aggiungere sale, lo stesso Adams riceve la conversione da due punti.

31- 17 Packers. 4:52 sull’orologio.

Stafford prova ad ingranare la marcia alta, sfruttando prima Eric Ebron poi Golden Tate arriva velocemente in red zone ma Micah Hyde, safety tramutata in corner causa infortuni, intercetta Golden Tate dopo uno scambio di cortesie.

Pare finita ma i tre inginocchiamenti di GB lasciano 23 secondi sul cronometro ed il punt di GB esce sulle proprie quaranta.

Stafford esce in campo e spara un’Ave Maria che Aquan Boldin raccoglie per il 31-24.

Ci sarebbe spazio per un miracolo ma l’onside kick è recuperato dai Packers e la partita finisce.

Ancora una volta la NFCN è verde e gialla.

Prepartita

In primis, voglio mettere in chiaro una cosa.

Non è stato un collasso.

I Lions hanno affrontato un team difficile da battere con un QB (per quanto simpatico come la rogna) in stato di grazia e una difesa rinvigorita di rientri di Matthews e Perry.

Per un (lungo) periodo, sono riusciti a rispondere poi, sul finale, la capacità di Rodgers di sfuggire al sack ha fatto la differenza.

Non ha aiutato che questa sia stata la partita più difensivamente sciatta da settembre: tackle mancati, corse arrivate liberamente al terzo livello, qualche errore di copertura ed un paio di penalità di troppo ma il compito si è dimostrato troppo gravoso.

Venendo un attimo all’attacco, ditemi quel che volete ma sono convinto che, in qualche modo, l’infortunio al dito impatti sul gioco di Stafford. Alcuni lanci fuori posizione non sono abituali per lui e la squadra non ha le risorse per sopperire ad QB limitato, avendo già vissuto pericolosamente con lo stesso al 100% e al massimo del Mojo.

Peccato anche per l’intercetto ma lì c’è da considerare che i Lions stavano cercando di recuperare in fretta e, quindi, i rischi son ben comprensibili.

Comunque, anche qui, qualche sciatteria di troppo e lasciare 10 punti contro i Packers è una modo sicuro per venir puniti. Probabilmente se anche una delle due occasioni (specie il TD) fosse stata trasformata l’inerzia della partita sarebbe stata diversa ma coi se ed i ma, non si fa la storia.

O per citare, Golden Tate, se “Se” e “ma” fossero pentole, il mondo sarebbe un’immensa cucina…

Peccato davvero, specie per i tifosi di Detroit che hanno fatto il massimo trasformando il Ford Field in una bolgia (cinque false start che dicono molto al riguardo) e sostenendo la squadra fino agli ultimi secondi.

Davvero, meritavano di più.

Ma arrivati di rinterzo o no, i Lions vanno lo stesso ai playoff e la possibilità di un regalo speciale per loro (e per noi) non è ancora svanita.

Sosteniamo la squadra, pensiamo a Seattle e speriamo di rimandare il più possibile bilanci e chiacchiere di post-season.

Questo e quello

  • Il boxscore della fox

  • highlights ufficiali

  • Stat line di Stafford (per non perder l’abitudine): 26/41 (63.4%), 347 iarde, 2TD, 1 Int, 96.3 QBR

  • Stat Line di Rodgers: 27/39 (69.2%), 300 iarde, 4 TD, 0 Int, 126 QBR.

  • Prima che iniziate coi superlativi, vi ricordo che quasi tutti i QB affrontati dai Lions han messo su numeri simili il che ci porta…

  • Al front seven di Detroit che doveva essere uno dei punti di forza dell’unità e che non riesce a generare un pass rush decente. A-Rod ci ha messo del suo ma anche questo va considerato, specie in ottica Seattle.

  • In attacco, tre giorni dopo che JBC aveva detto che non credeva nei RB che si fanno settanta snap, Zenner se ne è giocati 64 su 66. Non sono sessanta ma direi che il trend mi pare evidente.

  • A proposito di Zenner, seconda ottima prestazione sotto le telecamere per il nostro terzo running preferito. 69 iarde (quasi tutte nel primo tempo) di corsa, 41 su ricezione, Touchdown. Non male. Resta limitato (corre praticamente solo nord-sud) ma si impegna ed impara. Più di così non so che dovrebbe fare.

  • Per i ricevitori, devo segnalare il ritorno di Marvin Jones nei piani alti ed una prestazione decente di tutto il reparto, dopo le debacle delle scorse settimane.

  • Allenatori, poco da segnalare. Gli stenti della squadra non sono tutti a causa loro, ma la difficoltà nell’effettuare aggiustamenti in corsa si sente tutta. Certo, avere qualche scelta in più a livello di personale li faciliterebbe ma ugualmente…

  • Da segnalare che il CB di Green bay Quinten Rollins che aveva subito un brutto infortunio al collo è stato dimesso dall’ospedale. Ottimo, gli infortuni non si augurano mai a nessuno.

EDIT: Avevo scritto che i Lions erano andati ai PO per la terza volta in due anni. Sarebbe stato un bel record. Grazie a Gianni Cidioli per la segnalazione.


  1. due settimane corte in fila, il che non è bello. 
  2. nome rigorosamente copia incollato. 
  3. dell’ottimo @kevinjdd via twitter che magari almeno non mi blocca. 

Preview week 17: Il filo di lana

packs_blow

Eccoci qua, dove tutti pensavamo e temevamo si andasse a parare: Packers e Lions si giocano la NFC north e (probabilmente) l’accesso ai playoff sul filo di lana, in un incontro al calor bianco al Ford Field.

Davide contro Golia.

Matthew Stafford contro Aaron Rodgers.

Jim “sempreinbilico” Caldwell contro Mike “Cicciobombosempreinpiedi” MacCharty.

Scaldate i motori e tenete il caffè in caldo, che domenica notte non sarà per i deboli di cuore.

Fondamentali

Domenica 1 gennaio alle 8.30 PM locali (quindi alle 2.30 di notte da noi) si conclude la stagione regolare della NFL con l’incontro tra i Green Bay Rodgers Packers (9-6) e i Detroit Lions (9-6).

Diretta alle 2.30 su Mediaset Premium.

Il vincitore dell’incontro vince la division (che i Lions non vincono dal 1993, quando ancora si chiamava NFC Central).

Infortuni

Per i Packers, il RB James Stark (commozione cerebrale) non giocherà, mentre il WR Rabdall Cobb e il CB Demarius Randall sono questionable

Dal lato Lions, Theo Riddick non sarà della partita mentre è doubtful Travis Swanson che soffre ancora gli effetti della commozione cerebrale rimediata tre settimane fa. Per il resto, DeAndre Levy (ginocchio), Andre Roberts (spalla) e (soprattutto) Darius Slay (tendine) sono questionable.

Pre partita

Alla fine siamo arrivati al filo di lana e allo scontro finale che tutti noi (tifosi) paventavamo.

In aggiunta, i Packers arrivano all’appuntamento sulle ali di una striscia di cinque vittorie consecutive e della resurrezione del divo Aronne.

I Lions dopo due sconfitte consecutive (in particolare la fusione termonucleare globale del secondo tempo con Dallas) e lo Stafford peggiore dell’anno.

Siamo tutti spiritualmente pronti al peggio, parliamoci chiaro, tanto che la media delle conversazioni su Twitter è già puntata sul 2017. E vale anche per me.

Stabilito questo, proviamo ad essere oggettivi.

E a questo punto, non si può far a meno di notare che le ultime vittorie dei Packers non sono poi così scintillanti: Seattle al Lambeau in un’implosione offensiva (5 picks) da antologia, un Hail Mary con i Bears dopo un recupero forsennato degli stessi (esattamente come contro i Lions).

Per finire, Minnesota, già fuori dal discorso playoff e con i Defensive Back che decidono che è il caso di non seguire il piano difensivo, regalando 14 punti a Jordy Nelson giusto per vedere l’effetto che fa.

I Lions, nel contempo, hanno affrontato i Bears (vincendo come i Packers), Giants e Cowboys.

19-25-1 di record totale affrontato per i Packers contro 26-19 per i Lions.

Uguale, come diceva Parisina in “Non ci resta che piangere”.

Indubbiamente non sarà una partita facile ma per nessuno dei due contendenti.

I Packers beneficeranno di un pass rush anemico che darà tempo a Rodgers di vivere ore nella tasca mentre aspetta un ricevitore mentre Stafford, potrà a sua volta, cercare di sfruttare una secondaria non propriamente irresistibile.

Molto probabilmente, a far la differenza, saranno i dettagli: chi riuscirà a mettere in piedi una parvenza di gioco di corsa, chi avrà il primo sack e/o (sopratutto) il primo turnover.

In tutto ciò, la cosa più importante per i Lions sarà in attacco il decision making di Stafford: le due ultime domeniche, il #9 sembra aver rispolverato l’antica abitudine di strafare cercando di far succedere qualcosa che non può esistere.

Se riuscirà a tenere sotto controllo l’agressività e, considerando anche l’infortunio al dito, non forzare eccessivamente le possibilità di Detroit salgono.

E saliranno anche se Slay potrà giocare e farlo in maniera efficace: averlo in campo potrebbe limitare il potenziale in big play di Jordy Nelson e tener basso il punteggio, applicando la formula trovata in corsa da Caldwell e staff che tanti benefici ha portato ai Lions quest’anno.

In ogni caso, prevedo una partita in clima da playoff poco spettacolare e molto tesa, non certo una ripetizione dell’andata.

Un altro paio di cose

Come detto, i Lions non vincono la division dal 1993. In questo arco di tempo, tutte le altre squadre della NFC han vinto la propria division almeno tre volte. Se state iniziando a seguirli con affetto, sappiate a cose potreste andare incontro.

Se avete letto il pratico diagramma di flusso di POD, saprete che se i Giants vincono con Washington sia Lions che Packers vanno ai playoff (una squadra vince la division, l’altra va al Wild Card).
Quello che il diagramma non dice è che, anche in caso di vittoria di Washington, c’è uno scenario in cui entrambe le squadre si qualificano: basta “solamente” un pareggio.

Ma la possibilità di un biscottone in cui Lions e Packers si scambiano knell down per 75 minuti è così bassa da poter essere ignorata, mi sa.

(Per somma precisione: se i Giants vincono mentre Lions e Packers pareggiano, questi ultimi vincono la North per la vittoria nello scontro di settembre. Tra parentesi, non credo che ci sia mai stata una patta nella 17° settimana).

Pronostico

Odio fare questo tipo di pronostici. Non ci sono abituato ad avere un finale di stagione simile e sono già in fibrillazione da un po’ (soprattutto perché sono già in fase doom & gloom preventiva).

Non voglio nemmeno pensare di veder uscire A-Rod dal campo sornione e soddisfatto ma ho tanta paura di doverlo subire.

Anche Stafford ed il suo dito aumentano i dubbi e le paure, stavolta.

Ma mettendo tutto insieme, il Ford Field, un gruppo che ha sfidato le probabilità per tutto l’anno, degli allenatori che han fatto molto in molti casi, dico:

Packers 24 – Lions 27.

E niente, si va.